Guide e casi

Sito WordPress hackerato: cosa fare nelle prime 24 ore

27 Ottobre 2026

Te ne accorgi quasi sempre per caso. Un cliente ti scrive che il sito apre pagine strane, Google mostra un avviso rosso, compaiono risultati in giapponese con il tuo dominio, oppure l’hosting ti sospende l’account. Un sito WordPress violato è una situazione seria, ma con i passi giusti si recupera quasi sempre. Questa è la sequenza che seguo io, nell’ordine in cui conviene farla.

Come capire se il sito è stato violato

  • Il sito reindirizza verso altri siti, spesso solo da telefono o solo arrivando da Google.
  • Su Google compaiono pagine che non hai mai creato, a volte in altre lingue.
  • Il browser o Google segnalano il sito come pericoloso.
  • Trovi utenti amministratori che non conosci.
  • Il sito è diventato lentissimo, o l’hosting segnala un consumo anomalo di risorse o l’invio di spam.

Anche un solo segnale merita un controllo. Più si aspetta, più il problema si allarga e più è difficile ripulire.

1. Non cancellare niente, fai una copia

Il primo istinto è eliminare i file sospetti o reinstallare tutto. Prima, però, fai una copia completa di file e database così come sono, e salvala fuori dal server. Serve per capire da dove sono entrati e per non perdere contenuti che magari non hai altrove. Se l’hosting ha backup precedenti all’attacco, segnati le date: potrebbero servire.

2. Limita i danni

Se il sito sta mandando i visitatori su pagine malevole, mettilo in manutenzione o chiedi all’hosting di bloccarlo temporaneamente. Meglio qualche ora offline che clienti finiti su siti truffa con il tuo nome.

3. Cambia tutte le password

Accesso a WordPress di tutti gli amministratori, pannello dell’hosting, FTP o SFTP, database ed email collegate al dominio. Se usi la stessa password altrove, cambiala anche lì. Rigenera anche le chiavi di sicurezza di WordPress nel file wp-config.php: così chiudi le sessioni aperte, comprese quelle di chi è entrato.

4. Controlla gli utenti amministratori

Chi entra in un sito spesso crea un utente amministratore con un nome anonimo, oppure cambia l’email di un utente esistente. Verifica l’elenco in Utenti, controlla email e ruoli, rimuovi chi non riconosci.

5. Cerca il codice malevolo, ovunque

I file modificati sono solo metà del problema. I punti da controllare sono tanti:

  • i file del nucleo di WordPress, da confrontare con quelli originali;
  • temi e plugin, compresi quelli disattivati;
  • la cartella dei caricamenti, dove non dovrebbero esserci file PHP;
  • file come .htaccess e wp-config.php, e la cartella mu-plugins;
  • il database: opzioni modificate, script iniettati negli articoli, utenti nascosti, attività pianificate che reinstallano il malware.

Gli scanner di sicurezza aiutano a trovare il grosso, ma non bastano da soli. Qui serve esperienza: una pulizia a metà fa ricomparire il problema dopo pochi giorni.

6. Reinstalla da fonti pulite e aggiorna tutto

WordPress, tema e plugin vanno reinstallati da fonti ufficiali, non ripristinati dai file infetti. Poi tutto va aggiornato all’ultima versione. I plugin abbandonati o scaricati da siti non ufficiali vanno sostituiti: sono tra le porte d’ingresso più comuni.

7. Chiedi a Google di riesaminare il sito

Se Google ha segnalato il sito, dopo la pulizia apri la Search Console, controlla la sezione sui problemi di sicurezza e richiedi una revisione. Quando la revisione va a buon fine, l’avviso sparisce. Se sono state create pagine spam, verifica che non restino indicizzate.

8. Valuta gli obblighi sui dati personali

Se dal sito passano dati di clienti, come moduli di contatto, ordini o account, una violazione può riguardare anche quei dati. Il GDPR prevede che il titolare notifichi al Garante le violazioni che possono comportare rischi per le persone, entro 72 ore da quando ne viene a conoscenza. Se hai dubbi, parlane subito con chi ti segue per la privacy.

Come evitare che ricapiti

  • Aggiornamenti regolari di WordPress, tema e plugin.
  • Backup automatici, conservati fuori dal server, e provati ogni tanto.
  • Password robuste e diverse, con l’autenticazione a due fattori per gli amministratori.
  • Pochi plugin, scelti bene e mantenuti dai loro autori.
  • Qualcuno che controlla il sito con regolarità e si accorge dei problemi prima di te.

È esattamente quello che faccio con la manutenzione WordPress.

Quando chiedere aiuto

Se il sito è importante per il tuo lavoro, non perdere giorni a tentativi. Con l’assistenza WordPress parto da un check-up a prezzo fisso: ti dico cosa è successo, cosa serve per pulire il sito davvero e come evitare che ricapiti. Intervengo anche su siti fatti da altri. Scrivimi o chiamami: nelle emergenze rispondo in giornata.

Prossimo passo

Ti serve una mano?

Se il tuo sito ha uno di questi problemi, prenota una call di 20 minuti: ti dico cosa farei e quanto costa.